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Tom Dumoulin sempre più rosa nel giorno di Van Garderen

Tanta attesa e tanta apprensione per la tappa dolomitica e alla fine, anche qualche polemica di troppo sul traguardo di Ortisei. La maglia rosa Tom Dumoulin si è dimostrato un abile burattinaio. Capace di contenere i principali avversari, lasciando invece che quelli più defilati in classifica generale potessero guadagnare secondi preziosi per andare a esortare le loro ambizioni di podio.
In effetti, al di là del testa a testa finale tra il vincitore Tejay Van Garderen e l’ancora piazzato Mikel Landa Meana, la 18a frazione da Moena a Ortisei di 137 Km ha emesso un verdetto che nonostante le tappe insidiose di domani e dopodomani e soprattutto alla luce di quella che sarà la crono individuale di domenica che chiuderà la corsa rosa del centenario, fa apparire al momento inattaccabile la leadership del ventiseienne olandese . I problemi intestinali di martedì scorso, affrontati ottimamente da un punto di vista di lucidità mentale e forza reattiva, sembrano a questo punto del tutto superati. Quintana e Nibali, che gli stanno con il fiato sul collo in classifica generale, dando anche l’impressione di coalizzarsi nel portare i rispettivi attacchi, non riescono a impensierirlo in alcun modo. Le forze in campo, a mano a mano che la corsa si sta avviando verso l’epilogo, sono sempre più ridotte al lumicino e chi più chi meno, un po’ tutti amministrano con la massima prudenza ogni stilla di energia. Alla fine di questa disamina, il più lucido risulta essere lui. Quel Tom Dumoilin, attuale maglia rosa, che dopo avere in passato provato l’emozione del leader alla Vuelta e al Giro, appare ogni giorno più convinto e determinato a scrivere per la prima volta il nome di un corridore olandese nel “Trofeo senza fine”. È chiaro che la sua superiorità e soprattutto la sfrontatezza con la quale la maglia rosa intende stuzzicare o anche solo esortare i più accreditati avversari alla collaborazione possa lasciare qualche mugugno e disapprovazione. Forse sarebbe il caso per Dumoulin di provarci domani a Piancavallo a cercare la vittoria di tappa o almeno a distanziare i diretti avversari. Sferrare quel colpo da ko, soprattutto psicologico, che renderebbe a quel punto flebile ogni polemica. Forse alla partenza dalla Sardegna non molti si aspettavano l’olandese così autorevole e spavaldo, ipotizzando piuttosto una sfida tra Quintana e Nibali per la vittoria finale. Con Pinot a giocare da terzo incomodo. La cronaca ci sta raccontando una storia con un protagonista diverso. Un po’ Indurain, un po’ Zulle e forse, per come gli piace salire del suo passo, senza curasi nell’immediatezza degli avversari che gli sferrano attacchi, un pochino anche Froome.

Foto LaPresse – Gian Mattia D’Alberto
Foto LaPresse – Fabio Ferrari

l’ordine d’arrivo della 18a tappa

la classifica generale dopo la 18a tappa

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