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Chaves & Yates: fantasia e coraggio solo per pochi

Sul primo arrivo in salita del Giro 2018, si è avuta l’impressione di riprendere lo stesso filo conduttore che avevamo lasciato nel corso dell’ultima settima dell’edizione 2017. Tensione, paura di attaccare e un controllo spietato. Tutto questo, nonostante alcuni dei più autorevoli favoriti per il successo finale stessero dando segnali di una lucidità non ottimale. Il punto di domanda converge sul perché su un’asperità abbastanza impegnativa qual è l’Etna, non si sia cercato di mettere in difficoltà gente come Froome, che quanto a gare a tappe di tre settimane è tra gli atleti in attività, il rappresentante più autorevole. Oppure, Tom Dumoulin. Vincitore lo scorso anno della corsa rosa, apparso subito tonico e competitivo nella crono d’apertura a Gerusalemme. Due campioni che però, sulle rampi finali dell’ascesa verso il nostro vulcano insulare più importante, hanno dato l’idea di giocare abbastanza in difesa. I motivi che hanno generato  questa sorta di non belligeranza potrebbero essere riassunti in un motivo semplice, da ritenere, se fosse vero, banale per la sua ovvietà: la mancanza di gambe.

Un deficit che ha aggiunto prudenza e ulteriore esortazione a un atteggiamento attendista a tutti coloro che invece avrebbero dovuto cercare nella tappa dell’Etna, di strappare secondi preziosi a quelli che sapranno avvantaggiarsi dei 34,5 Km a cronometro che metterà a disposizione la tappa Trento-Rovereto, il prossimo martedì 22 maggio. Un’analisi che, in estrema sintesi, nel doverla riassumere attraverso i nomi dei corridori che non possono ritenersi assolutamente appagati del pareggio scaturito dal primo arrivo in salita, può trovare riscontro nell’ordine d’arrivo. Prendendo in considerazione esclusivamente gli atleti che hanno accusato un distacco di 26” dalla coppia della Mitchelton-Scott, composta dal vincitore di giornata Johan Esteban Cháves Rubio e dalla nuova maglia rosa Simon Yates. Coppia per la quale il giudizio da esprimere sarà ovviamente di segno del tutto opposto, la cui ottima performance sarà analizzata successivamente.

Scorrendo l’ordine d’arrivo si può notare che Pinot, Bennet, Pozzovivo, Lopez Moreno e Carapaz, sono i corridori che si sono piazzati alle spalle dei due atleti in forza al team australiano. Ai quali, procedendo sempre secondo il piazzamento conseguito nella sesta frazione, si devono aggiungere i nomi di Dumoulin, Aru e Froome. Tre corridori che, pur salvando la pelle, hanno palesato chiare difficoltà nel salire verso l’Osservatorio Astrofisico. È chiaro allora, che se le forze in campo sono queste, sussiste il rischio di doverci rassegnare a una sorta di marcia di accompagnamento, nella quale i principali favoriti correranno a fianco di quelli che dovrebbero essere invece, i loro avversari. Poco spazio alla fantasia e meno che mai, al coraggio. Speriamo non sia così, ma l’Etna purtroppo ha detto questo.

Un giudizio che però, per fortuna, può valere per molti, ma non per tutti. Chaves Rubio e Yates, compagni di squadra alla Mitchelton-Scott, hanno mostrato un atteggiamento del tutto opposto a quello dei colleghi. Un comportamento talmente inusuale che nelle fasi di gara, sono stati in molti a non capire. A domandarsi perché, un candidato al successo finale, piazzato alle spalle di Nibali nel 2016, sia voluto entrare in un tentativo di fuga a lunga gittata, come l’ultimo dei carneadi. Domande che sono proseguite quando Yates ha inteso rilanciare ai meno 1600 metri dal traguardo, dando l’idea in effetti, di andare a rincorrere il compagno di squadra Chaves, in quel momento da solo al comando. Alla fine però, in termini di secondi, quell’azione azzardata ha dimostrato tutta la sua efficacia. Basta scorrere l’attuale classifica generale: Yates in rosa, Dumoulin a 16”, Chaves a 26”, Pozzovivo a 43”, Pinot a 45”, l’ex leader Dennis a 53”. Più indietro, a oltre un minuto, Chris Froome e Fabio Aru. Se domami a Praia a Mare, sarà tregua, sarà bene che nessuno si addormenti nel fine settimana. Spazio alla fantasia.

Foto Credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

ORDINE D’ARRIVO:

  1 Johan Esteban Chaves Rubio (COL) Mitchelton – Scott 4:16:11
  2 Simon Yates (GBR) Mitchelton – Scott s.t.
  3 Thibaut Pinot (FRA) Groupama – FDJ 0:26
  4 George Bennett (NZL) Lotto NL – Jumbo 0:26
  5 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida 0:26
  6 Miguel Angel López Moreno (COL) Astana 0:26
  7 Richard Antonio Carapaz Montenegro (ECU) Movistar 0:26
  8 Tom Dumoulin (NED) Sunweb 0:26
  9 Fabio Aru (ITA) UAE Team Emirates 0:26
10 Chris Froome (GBR) Sky Professional Cycling Team 0:26

l’ordine d’arrivo completo della sesta tappa

CLASSIFICA GENERALE:
  1 Simon Yates (GBR) Mitchelton – Scott 22:46:03
  2 Tom Dumoulin (NED) Sunweb 0:16
  3 Johan Esteban Chaves Rubio (COL) Mitchelton – Scott 0:26
  4 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida 0:43
  5 Thibaut Pinot (FRA) Groupama – FDJ 0:45
  6 Rohan Dennis (AUS) BMC Racing Team 0:53
  7 Pello Bilbao Lopez De Armentia (ESP) Astana 1:03
  8 Chris Froome (GBR) Sky Professional Cycling Team 1:10
  9 George Bennett (NZL) Lotto NL – Jumbo 1:11
10 Fabio Aru (ITA) UAE Team Emirates 1:12

la classifica generale completa dopo la sesta tappa

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