La tanto attesa cronometro di 34,2 Km da Trento a Rovereto ha espresso come dalle attese, verdetti importanti. Importanti ma non definitivi. Motivo per cui le tre tappe di montagna che si susseguiranno tra giovedì e sabato, potranno incidere sensibilmente su quella che sarà l’ultima parte della sfida per la conquista della maglia rosa.

L’amarezza di Rohan Dennis a Gerusalemme nella prima frazione, nel giorno in cui, per l’inezia di 2” ha dovuto cedere in extremis la vittoria al campione del mondo della specialità Tom Dumoulin, si è trasformata con il prosieguo del Giro, in momenti di grande soddisfazione sfociati nella conquista della maglia rosa e successivamente, col trionfo nella crono individuale nella Valle dell’Adige. Un successo nel quale il forte passista australiano è riuscito a mettersi dietro Tony Martin (-14”) e Tom Dumoulin (-22”). A questo punto però, incomincia un’altra storia. Una storia parallela legata alla classifica generale e più in particolare, alla conquista del simbolo del primato. Non aveva mai fatto mistero Simon Yates, di temere in modo particolare questa crono. Un timore rivolto soprattutto nei confronti di Tom Dumoulin. Sul quale, dall’Etna in poi, ha sempre cercato di incrementare secondi di vantaggio. Il testa a testa si è concluso come da previsione, a favore del corridore olandese, che in classifica generale è stato capace di recuperare 1’15” alla maglia rosa. Un bottino che sulla carta potrebbe apparire non sufficiente per ribaltare i giochi. Simon Yates ha realizzato una buona prestazione contro il tempo, in linea con quelle che al momento sembrano essere le sue potenzialità per prove di questo tipo. Se la condizione continuerà a sorreggerlo, i 56” potrebbero bastare per le sue ambizioni rosa. A parte l’arrivo di domani a Iseo, e l’epilogo domenica prossima a Roma, la corsa ha ancora da offrire tre frazioni di montagna per gli eventuali scontri al vertice. Terreni che, da quanto si è visto, dovrebbero favorire l’attuale leader, anziché il capitano del team Sunweb.

Concedere al suo primo rivale 75 secondi, equivalenti all’incirca 2” a chilometro, sta a significare che la lucidità e la forma del britannico sono ancora ottimali e non ci sarebbe nulla di sorprendente se così come ha fatto finora, il corridore della Mitchelton-Scott provasse a infierire ulteriormente sugli altri contendenti, sfruttando il terreno amico. Scontri al vertice che, dopo la giornata non certo ottimale di domenica scorsa, potrebbero riproporre tra i protagonisti anche Chris Froome, autore di una buona cronometro. Il 5° posto ottenuto e il distacco minimo accusato nei confronti dell’australiano vincitore (-35”), possono essere in effetti la prova di una condizione non malvagia, che evidenzia dei recuperi rispetto alle precarietà che il vincitore di 4 Tour ha palesato nelle tappe appenniniche. Del resto, al di là della migliore predisposizione a discipline come la cronometro rispetto al connazionale Yates, Froome ha recuperato terreno importante sul leader (1’01”) e il suo ritardo in classifica generale (-3’50”) lo pone adesso a ridosso del podio. Dietro a un ancora sorprendente Domenico Pozzovivo (che concede 3’11” alla maglia rosa), e davanti a Thibaut Pinot (5° a 4’19” dal leader, nella classifica a tempi). Entrambi autori di una prova abbastanza opaca. In particolar modo il francese che ha concesso oltre tre minuti al vincitore, dando l’idea che l’ottima condizione che lo sta accompagnando dal Tour of the Alps in poi, rischi di abbandonarlo proprio in questa ultima, difficile settimana. Per la cronaca, ci si deve soffermare anche sulla serie di squalifiche subite dal team UAE Emirates. Dopo aver acclamato e gioito per le ottime prestazioni fornite da Diego Ulissi e Fabio Aru, ecco più tardi arrivare la doccia fredda delle sanzioni applicate da parte della giuria a questi due atleti e, per la medesima infrazione, ha fatto ammenda anche a Valerio Conti. A questi, sempre in merito a tali sanzioni, motivate per “mancato rispetto da parte dei corridori delle distanze e degli scostamenti previsti – Scia”, sono stati aggiunti anche Ben Hermans e Remi Cavagna. Limitiamoci a dare la notizia. I giudici, avvalendosi della VAR, avranno avuto modo di analizzare la situazione con estrema precisione. Tale da prendere le decisioni sanzionatorie con l’opportuna fondatezza di motivazioni.

Foto Credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

ORDINE D’ARRIVO:

  1 Rohan Dennis (AUS) BMC Racing Team 40:00
  2 Tony Martin (GER) Katusha – Alpecin 0:14
  3 Tom Dumoulin (NED) Sunweb 0:22
  4 Jos Van Emden (NED) Lotto NL – Jumbo 0:27
  5 Chris Froome (GBR) Sky Professional Cycling Team 0:35
  6 Alex Dowsett (ENG) Katusha – Alpecin 0:40
  7 Chad Haga (USA) Sunweb 0:47
  8 Fabio Aru (ITA) UAE Team Emirates 0:57
  9 David De La Cruz Melgarejo (ESP) Sky Professional Cycling Team 1:01
10 Vasil Kiryienka (BLR) Sky Professional Cycling Team 1:04

l’ordine d’arrivo completo della sedicesima tappa

CLASSIFICA GENERALE:

  1 Simon Yates (GBR) Mitchelton – Scott
  2 Tom Dumoulin (NED) Sunweb
  3 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida
  4 Chris Froome (GBR) Sky Professional Cycling Team
  5 Thibaut Pinot (FRA) Groupama – FDJ
  6 Rohan Dennis (AUS) BMC Racing Team
  7 Miguel Angel López Moreno (COL) Astana
  8 Pello Bilbao Lopez De Armentia (ESP) Astana
  9 Richard Antonio Carapaz Montenegro (ECU) Movistar
10 George Bennett (NZL) Lotto NL – Jumbo

la classifica generale completa dopo la sedicesima tappa