Ne è uscita fuori la tappa più bella di questo Giro d’Italia, edizione numero 101. Una corsa che sta regalando emozioni dalla sua partenza in Israele ma che, nella frazione tra le montagne della Carnia e le Dolomiti, ha offerto strade che per quanto non blasonate di storia e di fascino come molti dei grandi passi delle Alpi Orientali, hanno proposto il contesto ideale per far scaturire avvincenti testa a testa che alla fine hanno designato un unico mattatore: l’attuale maglia rosa Simon Yates.Il giovane britannico che, quanto a cuore e generosità, va dimostrando uno spirito latino, intrinseco più di coraggio e passionalità che di freddo pragmatismo tipico degli anglosassoni. Ancora una volta Yates ha inteso giocare d’attacco. Quello che nella sostanza, sembra essere diventato il suo stile e il suo marchio di fabbrica. Un atteggiamento che, va affermando, è frutto della circostanza. Rivolto ad accrescere il divario tra sé e chi lo precede in classifica generale. Quel Tom Dumoulin, vincitore lo scorso anno della corsa rosa, che sempre secondo il capitano della Mitchelton- Scott potrebbe rifilargli un distacco importante nella cronometro di dopodomani, da Trento a Rovereto, che seguirà il giorno di riposo.

Previsioni e timori che possono addirittura essere rimessi in discussione dopo quello che si è visto soprattutto nell’ascesa verso Sappada, dove la maglia rosa è riuscita addirittura ad aumentare il vantaggio sugli inseguitori. Un segnale chiaro sul quale riflettere, valutando che in una crono collocata nell’ultima settimana di una grande gara a tappe, la condizione e le forze ancora in serbo a un atleta possono prevalere su quelle che sono le attitudini naturali o la predisposizione verso una disciplina particolare. In questi 15 giorni di corsa si sono consumati tutti gli attributi per mettere in risalto le grandi e spettacolari prestazioni del giovane britanico. Lucido tra l’altro, al di là della propria passionalità agonistica, a saper scegliere i tempi giusti. Anche l’attacco portato sul Bosco dei Giavi ha confermato questa regola. Salvo per una brevissima pausa, lungo la salita verso Sappada, il vantaggio di Yates sugli avversari è andato sempre crescendo. In più, grazie alla sua temerarietà e al suo gioco all’attacco, è riuscito a scovare Chris Froome in affanno. Circostanza che ha costretto un po’ tutti a giocare a carte scoperte e palesare una volta di più gli effettivi valori in campo. Una situazione che è stato costretto a subire anche Tom Dumoulin. Sempre abile e lucido nel gestirsi ma, al cospetto dello scatenato leader , anche lui è stato costretto a uscire anzitempo allo scoperto. Del resto, sulle salite, al cospetto di gente che pedala forte come Yates, è chiaro che la strategia più opportuna per il forte passista olandese sia quella di correre in difesa. Simon Yates dimostra di essere un ottimo personaggio, per certi versi sui generis nel ciclismo moderno, troppo ossessionato da valori, tabelle e rigidi protocolli di allenamento. Un corridore che ci fa sentire meno orfani di Alberto Contador, che proprio sul traguardo di Sappada, la maglia rosa ha inteso imitare. Quando, appena sotto lo striscione, ha inteso festeggiare il successo andando a battere la mano sul cuore. Ovvio che non potesse copiare il grande campione spagnolo, nel lasciarsi andare al gesto del pistolero. Anche se, risultati alla mano, sta dimostrando di saper prendere bene la mira e colpire nel segno, quando anche lui di decide sparare. Molto più arrendevoli, gli altri pretendenti. Per i quali verrebbe da chiedersi: pretendenti a che cosa? Forse a un piazzamento. Perché se da un punto di vista tattico può anche essere concepibile un atteggiamento speculativo tendente a non concedere aiuti al preoccupato Dumoulin che vede sempre più allontanarsi Yates, non si capisce perchè, quando l’olandese va esaurendo le energie e non riesce a restare con il gruppo degli inseguitori, i suoi diretti avversari non cerchino di approfittare di questa situazione. Tutto questo avviene per pochissimi tratti, poi Pinot, Pozzovivo, Carapaz e Lopez preferiscono concedersi al punzecchiamento reciproco. Il risultato è che il battistrada riprende a guadagnare e più indietro Froome, sia pure in chiara sofferenza, riesce a tagliare il traguardo facendo segnare un distacco importante, ma anche sopportabile nei confronti di chi, maglia rosa a parte, lo sta precedendo in classifica generale. Per la cronaca, la tappa di Sappada, sarà raccontata anche per il cedimento definitivo di Fabio Aru. Il sardo non è mai apparso convincente in questo Giro nel quale un po’ tutti, lui compreso, andavano confidando di poterlo vedere al top soprattutto nell’ultima settimana. Le cose sono andate in ben altro modo. Inutile a questo punto infierire. Si rende necessaria un’analisi approfondita per capire che cosa non sia andato nel verso giusto, nel programma di avvicinamento alla corsa rosa, ormai da mesi indicato come il suo obiettivo prioritario. Tra poco lo scalatore di Villacidro compirà 28 anni e certe brusche battute d’arresto nell’età in cui è prevista invece l’opportuna maturazione da un punto di vista fisico e psicologico, possono creare dei traumi dai quali può risultare difficile riprendersi e subire pericolose sudditanze. Sarà opportuno che tutto il suo ambiente sappia stringersi intorno a lui e proteggerlo. Evitando però di coccolarlo. Forse Aru potrebbe aver pagato troppo questo eccesso di affetti e di attenzioni che hanno reso più difficoltosi certi recuperi che inevitabilmente, gli vanno a compromettere i suoi avvicinamenti agli appuntamenti stagionali più importanti.

Foto Credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

ORDINE D’ARRIVO:

  1 Simon Yates (GBR) Mitchelton – Scott 4:37:56
  2 Miguel Angel López Moreno (COL) Astana 0:41
  3 Tom Dumoulin (NED) Sunweb 0:41
  4 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida 0:41
  5 Richard Antonio Carapaz Montenegro (ECU) Movistar 0:41
  6 Thibaut Pinot (FRA) Groupama – FDJ 0:41
  7 Alexandre Geniez (FRA) AG2R – La Mondiale 1:20
  8 Davide Formolo (ITA) Bora – Hansgrohe 1:20
  9 Pello Bilbao Lopez De Armentia (ESP) Astana 1:20
10 Sam Oomen (NED) Sunweb 1:20

l’ordine d’arrivo completo della quindicesima tappa

CLASSIFICA GENERALE:

  1 Simon Yates (GBR) Mitchelton – Scott 65:57:37
  2 Tom Dumoulin (NED) Sunweb 2:11
  3 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida 2:28
  4 Thibaut Pinot (FRA) Groupama – FDJ 2:37
  5 Miguel Angel López Moreno (COL) Astana 4:27
  6 Richard Antonio Carapaz Montenegro (ECU) Movistar 4:47
  7 Chris Froome (GBR) Sky Professional Cycling Team 4:52
  8 George Bennett (NZL) Lotto NL – Jumbo 5:34
  9 Pello Bilbao Lopez De Armentia (ESP) Astana 5:59
10 Patrick Konrad (AUT) Bora – Hansgrohe 6:13

la classifica generale completa dopo la quindicesima tappa