Home Articoli Tom Dumoulin il primo tulipano rosa festeggiato nell’apoteosi di Milano
Tom Dumoulin il primo tulipano rosa festeggiato nell’apoteosi di Milano
0

Tom Dumoulin il primo tulipano rosa festeggiato nell’apoteosi di Milano

La tappa dell’apoteosi di un Giro d’Italia infinito. Una corsa che una settimana fa, alla vigilia del terzo e ultimo giorno di riposo sembrava saldamente in pugno all’olandese volante Tom Dumoulin che dopo la performance contro il tempo sulle strade del Sagrantino, era riuscito a mettere tutti in fila anche sull’arrivo in salita ai piedi del Santuario di Oropa.
Tutto però si è rimescolato nella terza, fatidica settimana, e già dopo l’indisposizione di martedì nella tappa regina con la doppia scalata dello Stelvio e l’arrivo a Bormio, sono sembrati riaffiorare gli stessi fantasmi che quasi 30 anni fa impedirono a un altro olandese, Erik Breukink, atleta come lui dotato sul passo e in salita, di festeggiare il primo successo di un tulipano nella nostra corsa rosa. Dopo aver dato l’impressione delle proprie qualità amministrative nella tappa di Canazei, Dumoulin ha sofferto sui successivi traguardi di Piancavallo e Asiago. Buon per lui se i chilometri a cronometro non erano ancora finiti nel programma del Giro del centenario. Con l’ultima tappa affidata a una prova individuale contro il tempo di poco meno di 30 Km, il delfino del team Sunweb avrebbe potuto sperare di risalire dal 4° posto fino al gradino più alto della classifica generale che, cosa mai vista fino ad oggi, stava proponendo a un giorno dal termine 6 corridori raccolti nel fazzoletto di 90 secondi.
Una prova piatta che Dumoulin ha inteso affrontare con un rapporto impossibile: 58 denti davanti e 11 dietro. Una scelta che ha concesso però, a uno specialista quale lui è, di spingere in molti punti al ritmo di 60 Km/h. Nulla hanno potuto i suoi avversari, che già ai primi intertempi segnavano gap dai quali c’era solo da attendersi un’apoteosi da dedicare ai festeggiamenti per l’olandese di Maastricht. C’è voluto il connazionale Jos Van Emden per fare meglio di lui: 33’08” volati a 53,058 di media. Un tempo migliore di 15” rispetto a quello fatto registrare dal primo olandese che è riuscito a portare la maglia rosa nella terra dei mulini e dei tulipani.
È stato un Giro carico di tanta attesa, favorita dalla ricorrenza del centenario e da un disegno accattivante che ha toccato gran parte della nostra penisola. Un Giro funestato pochi giorni prima del via dal dramma di Michele Scarponi, una figura che la gente ha sempre evocato in tutte le tappe e su tutte le strade. Alla fine, è stata certamente una sfida avvincente e, circostanza non di poco conto, favorita sempre dalla bella stagione che a sua volta ha portato sempre tanto pubblico a bordo strada.
Tanti flash da ricordare giorno dopo giorno, ripercorrendo un’avventura di tre settimane capace di regalare emozioni dalla Sardegna fino a Milano. Un Giro che ha premiato la regolarità di Tom Dumoulain, l’ostinazione di Mikel Landa di rispondere alla malasorte, portando a casa una vittoria di tappa e due posti d’onore nelle frazioni più impegnative dell’ultima settimana. Contemplando tra le proprie conquiste anche la maglia azzurra riservata al miglior scalatore. Senza dimenticare l’esuberanza e l’esplosione di gioventù raccolte in un corridore simpatico e professionale che dopo 4 successi di tappa è voluto restare in corsa pur nella consapevolezza, che nelle ultime 8 frazioni, nessuna di queste lo avrebbe potuto più festeggiare quale vincitore. Un’abnegazione e una volontà che lo hanno premiato con la maglia ciclamino riservata al corridore che tra gli arrivi di tappa e i traguardi volanti riesce a collezionare i migliori piazzamenti.
Tanta facce nuove e vecchie che sono andate ad arricchire un romanzo vecchio di cent’anni, ma sempre in grado di regalare nuove emozioni.

PHOTO CREDIT: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Spada

Powered by Afterbit