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Tirreno-Adriatico: perchè insistere sulla cronosquadre?

Forse era il caso di tentare qualche cambiamento. Mettere da parte la cronosquadre iniziale, optando per una crono individuale di breve tragitto. Anche di soli 6 Km. Tanto sarebbe potuto bastare per infiammare subito lo scontro tra i big. Riducendo di tre volte la distanza da percorrere nella giornata inaugurale, si sarebbe potuto comunque aprire un primo confronto aperto tra i vari contendenti. In attesa di rilanciare la sfida per il successo finale, dopo la prima frazione litoranea in linea, che trasferirà la corsa da Camaiore a Follonica. Al contrario, nonostante non manchino le possibilità di riscatto, una performance particolarmente negativa nella cronosquadre d’apertura, potrebbe risultare fin troppo compromettente, se non addirittura irreparabile, per qualche nome importante.
Al di là di un personale giudizio negativo nei confronti di una disciplina che rischia di incidere profondamente su uno sport che per storia e natura è intriso invece di forti componenti di individualità, è oggettivamente chiaro che in una sfida da affrontarsi su sette giornate di gara, di cui due destinate a non gravare sulla classifica generale, restano soltanto cinque le tappe in grado di condizionare il risultato finale. Per facilità di computo, si può affermare con sufficiente raziocinio che la prova di Camaiore rischierà di pesare almeno al 20% (dati alla mano, valutando più analiticamente le esperienze precedenti, si potrà notare che l’incidenza sia stata addirittura maggiore) sull’esito definitivo della corsa. Troppo, come pure troppo era stato in passato proporre una frazione con arrivo agli oltre 2.000 metri di quota del Terminillo. La montagna che in occasione dei successi di Nairo Quintana ha assunto il ruolo di giudice quasi esclusivo della corsa.
Nel ciclismo di oggi, in considerazione che già nel mese di gennaio la stagione offre appuntamenti importanti nell’altro emisfero, per poi spostarsi a febbraio verso le calde regioni degli Emirati Arabi, la nostra gara a tappe più importante dopo il Giro d’Italia può sicuramente proporre finali particolarmente impegnativi per atleti più che mai rodati da due quasi due mesi di agonismo. Quello che sarebbe il caso di salvaguardare maggiormente nell’interesse degli sportivi verso l’evento stesso, è di non limitare l’incidenza sulla classifica generale soltanto a un paio di tappe. Con conseguente rischio di annullare l’appeal verso le ultime due.
Proprio per questo motivo, la soluzione dell’arrivo in salita ai 1.345 metri di Sarnano Sassotetto nella 4a tappa può rappresentare una congeniale opportunità. In tale circostanza sono da ipotizzare distacchi meno sensibili rispetto al Terminillo, lasciando ampie possibilità anche alla frazione seguente dedicata a Michele Scarponi, con la sua città Filottrano proposta quale sede di arrivo e, due giorni dopo, alla consueta crono individuale di chiusura sul lungomare di San Benedetto del Tronto. Due giornate che in caso di classifica generale abbastanza fluida e con distacchi sulla carta recuperabili tra due o più contendenti, sono in grado di poter influenzare sulla classifica generale.
Tutte valutazioni, congetture e timori rivolti più nei confronti degli appassionati, che non verso i veri primattori. Questo perché è ormai un dato inconfutabile che i nomi più blasonati del grande ciclismo difficilmente intendono disertare la Corsa dei Due Mari. I motivi possono essere i tra i più variegati. Resta il fatto che quasi certamente anche l’edizione 2018 sarà in grado di offrire un’autorevole starting-list che trova pochi eguali, al confronto con quasi tutti i grandi appuntamenti di World Tour.

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