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Subito a carte scoperte

Era prevedibile – e dobbiamo dire che chi ha studiato questa prima tappa ne era ben consapevole – che proporre una frazione come gli 8 Km a cronometro individuale, dal centro di Bologna, dalla splendida Piazza Maggiore fino al traguardo posto sulla sommità della collina di San Luca, avrebbe esortato – se non costretto – i principali protagonisti dell’edizione 102 del Giro d’Italia a confrontarsi subito tra di loro, giocando a carte scoperte. Una scelta davvero obbligata, oppure un’intrigante provocazione, che potrebbe per certi versi costituire anche un azzardo? Perchè è bene ricordarlo, soprattutto dopo ciò a cui si è assistito lo scorso anno, l’ultima settimana rischia davvero di rovesciare le carte sul tavolo, anche se dal primo approccio la sfida potrebbe di per sé apparire abbastanza chiara.
Primoz Roglic del resto era il favorito della crono d’apertura e il pronostico è stato rispettato in pieno. Certo che i 19” guadagnati sul 2° classificato possono apparire anche come un bottino molto consistente. Valutando anche che, a parte Mikel Landa (36° a 1’07” dal vincitore), tutti coloro che sembrano al momento i più autorevoli aspiranti alla maglia rosa più importante, quella che sarà assegnata il 2 giugno a Verona, hanno ottenuto i primi 5 posti dell’ordine d’arrivo e il gap tra Simon Yates – che è andato a conquistare il posto d’onore – e Miguel Angel Lopez e Tom Dumoulin è stato di appena 9”. Con in mezzo un più che apprezzabile Vincenzo Nibali, che ha contenuto il distacco in 23” dallo scatenato sloveno.
Assurdo tirare le somme e arrivare a conclusioni da apparire quasi definitive soltanto dopo gli 8 Km della prima frazione. Tuttavia, certi messaggi sembrano apparire piuttosto chiari e inequivocabili. Tutti i pretendenti hanno inteso lanciare il guanto di sfida senza lasciarsi andare a eccessivi tatticismi. A cominciare dalla maglia rosa che consapevole dell’ottima condizione di cui sta godendo, cerca attraverso lo sfruttamento della stessa, di monetizzare il più possibile fin dalle prime battute. Simon Yates che, contrariamente ai suoi più autorevoli colleghi, sceglie di competere in un orario più avanzato. Sfidando calcoli eccessivi e l’annunciato maltempo. Svantaggiato nella parte iniziale della prova, ma altamente competitivo nel tratto in salita dove ha fatto registrare lo stesso tempo di scalata del vincitore. Un tempo che con un po’ di sorpresa ha sabuto battere Giulio Ciccone, che ha finalizzato la sua prestazione sulla seconda parte, col l’intento, poi realizzato, di vestire la prima maglia riservata al miglior scalatore.
E poi Nibali. Nessuno come lui riesce a ribaltare situazioni giudicate quasi del tutto compromesse, rimandando le sue più spettacolari performance all’ultima settimana. A Bologna invece, il fuoriclasse siciliano ha fatto capire che anche lui farà parte della sfida e che già dalle prime battute non intende restare alla finestra. Anche perché forse, il finale con la discesa del San Baronto nella tappa di domani, potrebbe ispirarlo ad azioni che infiammerebbero i tanti tifosi che può vantare dai suoi trascorsi di gioventù. In una terra da sempre incline allo sport delle due ruote. Così come pure non può essere trascurata la reattività del colombiano Miguel Angel Lopez, che dopo la vittoria alla Volta Catalunya e la preparazione in altura nel continente sudamericano, ha voluto far rendere conto agli avversari che non solo la salita gli è amica nelle gare contro il tempo, ma anche i tratti in pianura, dov’è stato capace di tenere il passo dei migliori. Tanto è vero che il suo tempo finale è stato paritetico a quello dello specialista Tom Dumoulin. Forse davvero, non ci sarà da aspettare la crono di domenica prossima a San Marino, per assistere a sfide incrociate tra i big. Potrebbe bastare un piccolo strappo, un ventaglio, una discesa sul bagnato, per riaccendere le micce. Potrebbe darsi anche che l’attesa per tutto ciò, possa essere meno lunga del previsto. Da Bologna a Fucecchio – tappa di 205 Km, la prima in linea di questo Giro – sarà la frazione dedicata a Gino Bartali. Un combattente, mai domo. Se qualcuno volesse emularlo, si faccia avanti.

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