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Si premiano i passisti, ci si dimentica degli scalatori

Appare troppo facile il percorso della prossima Tirreno-Adriatico, per poter prendere in seria considerazione delle indicazioni che altro non rappresentano, che dati secondari. Parlare di dislivello complessivo di 9.000 metri, quando l’asperità più alta tocca i 660 metri sul livello del mare e sarà proposta nella tappa numero 6. Collocata a più di 140 Km dalla sede di arrivo di Jesi, un traguardo disegnato per le ruote veloci. Serve a poco anche tirare in ballo pendenze che toccheranno il 18% nella tappa precedente, che porterà la corsa nella città che ha dato i natali a Giacomo Leopardi.
Comunque la si voglia analizzare, la Corsa dei Due Mari edizione numero 54, sarà più che mai segnata dagli sviluppi della cronosquadre della Versilia. Con il lungomare di Lido di Camaiore che per la quinta volta consecutiva si offrirà come palcoscenico della prova di apertura.
Un vero peccato per una gara che riesce sempre a portare sulle nostre strade il gotha del ciclismo mondiale. Una start-list alla quale anche la corsa rosa deve inchinarsi quanto a spessore e prestigio. Forse gli organizzatori hanno inteso strizzare l’occhio a Peter Sagan, corridore che senza la zavorra di traguardi per lui troppo pesanti quali Terminillo, Prati di Tivo o Sassotetto, può ambire al successo nella classifica generale.
Un errore e un vero peccato, non avere avuto il coraggio di calcare la mano con un arrivo (uno solo, sarebbe bastato) un pochino più impegnativo. Nel ciclismo moderno, nella settimana intermedia di marzo, le sfide agonistiche sono pù che mai lanciate, dopo che sulle strade di tutti continenti, in Australia, in Argentina, negli Emirati Arabi e nella Penisola Iberica, le gare proposte tra gennaio e febbraio hanno già tonificato e rinforzato i muscoli dei corridori. Perchè allora relegare la nostra corsa a tappe più importante dopo il Giro d’Italia a una contesa tra un gruppo ristretto di corridori? Imponendo ad atleti quali Nibali in primis, ma anche Aru, Landa, Quintana, Bernal, Lopez, Pinot e Bardet, per fare dei nomi, di restar fuori dai giochi per il successo finale?
Forse è mancato il coraggio, o forse si sono volute evitare polemiche a seguito di eventuale maltempo con il quale rischiare di fare i conti negli arrivi in quota. Se proprio si voleva evitare questa opportunità, si sarebbe dovuto fare a meno anche della solita cronosquadre d’apertura che adesso, con i suoi 21 Km, rischia di incidere e pesare ancor di più sulle sorti di una corsa che almeno sulla carta non sembra favorire distacchi significativi. Una corsa che per fare la differenza, sembra affidadarsi quasi esclusivamente alle gare contro il tempo . Non si possono negare i vari spunti di interesse che potranno essere favoriti dalle frazioni di Pomarance, Fossombrone e Recanati. Percorsi nervosi e interessanti, ma destinati a incidere poco sulla classifica generale. Tenendo conto poi che i velocisti non vorranno privarsi delle opportunità offerte dagli arrivi di Foligno e di Jesi. Una settimana dove ci sarà da badare al risultato di giornata, relegando la classifica generale a componente di secondo piano. Difficile leggere qualcosa di diverso in questo percorso.

le tappe:        
mercoledì 13 marzo 2019 1ª tappa LIDO DI CAMAIORE (Cronometro a squadre) Km. 21,5
giovedì 14 marzo 2019 2ª tappa CAMAIORE – POMARANCE Km. 189
venerdì 15 marzo 2019 3ª tappa POMARANCE – FOLIGNO Km. 224
sabato 16 marzo 2019 4ª tappa FOLIGNO – FOSSOMBRONE Km. 223
domenica 17 marzo 2019 5ª tappa COLLI AL METAURO – RECANATI Km. 178
lunedì 18 marzo 2019 6ª tappa MATELICA – JESI (Verdicchio Wine Stage) Km. 195
martedì 19 marzo 2019 7ª tappa SAN BENEDETTO DEL TRONTO (Cronometro individuale) Km. 10,1
    totale Km. 1.040,6

IL PERCORSO (a cura: Ufficio Stampa RCS SPORT) 

Tappa n. 1 – Lido di Camaiore (cronometro a squadre) – 21,5 km


Cronometro a squadre composta da una due settori praticamente rettilinei che si corrono sulle due carreggiate della medesima strada (lungomare Lido di Camaiore-Forte dei Marmi) intervallati da un “giro di boa” dal percorso rettangolare attorno a un isolato.
Per il 5° anno consecutivo Lido di Camaiore sarà la sede di partenza della Tirreno-Adriatico NamedSport.

Tappa n. 2 – Camaiore-Pomarance – 189 km


Tappa che parte in salita con nei primi chilometri Montemagno e il Pitoro. Segue un lungo tratto pianeggiante fino all’ingresso nelle ondulazioni finali. Si attraversano Castellina Marittima, Riparbella, Montecatini Val di Cecina, Volterra, con le rispettive salite, fino allo strappo finale che porta a Pomarance. Tappa adatta a finisseur.
Per il 3° anno la seconda tappa porterà gli atleti da Camaiore a Pomarance: nel 2016 vinse Zdenek Stybar, nel 2017 Geraint Thomas.

Tappa n. 3 – Pomarance-Foligno – 224 km


Tappa molto lunga ondulata nella prima parte e quindi sempre più pianeggiante man mano che ci si avvicina all’arrivo. Si attraversa il Senese con continui saliscendi, tra cui il Passo del Rospatoio fino a entrare in Umbria nella piana del Trasimeno e arrivare, sfiorando Assisi e Spello, alla volata finale attorno alle mura di Foligno.
Per la 4^ volta Foligno sarà sede d’arrivo di tappa alla Corsa dei Due Mari.

Tappa n. 4 – Foligno-Fossombrone – 223 km


È la tappa più dura assieme a quella del giorno seguente. Partiti da Foligno si raggiunge l’Appennino Umbro-Marchigiano attraverso strade ondulate non particolarmente impegnative fino al passaggio nelle vicinanze di Fossombrone. Da lì inizia una sequenza di muri più o meno ripidi e impegnativi, su strade tipiche delle valli marchigiane con carreggiata ridotta fino al doppio circuito e relativo doppio passaggio finale sul Muro dei Cappuccini, affrontato a pochi chilometri (5,7 km) dal traguardo finale di Fossombrone.
Fossombrone sarà per la prima volta sede di tappa alla Tirreno-Adriatico NamedSport.

Tappa n. 5 – Colli al Metauro-Recanati – 178 km


È la tappa dei Muri di Recanati. Partenza da Colli al Metauro con un avvio in semi-circuito attraverso Saltara, Calcinelli e Lucrezia per portarsi a Recanati attraverso strade prevalentemente piatte. Giunti a Loreto iniziano le salite che in sequenza saranno 9, più o meno ripide con un circuito di 22,3 km da ripetere tre volte caratterizzato da due Muri di cui quello più vicino al traguardo con pendenze anche attorno al 18%.
Recanati sarà per la 2^ volta sede d’arrivo di tappa dopo la cronometro Macerata-Recanati del 2008 che vide la vittoria di Fabian Cancellara, vincitore poi di quell’edizione.

Tappa n. 6 – Matelica-Jesi – 195 km


Tappa per velocisti ma con la prima parte abbastanza mossa. Da Matelica di effettua un breve semi-circuito prima di puntare su Castelraimondo e San Severino Marche. Scalata del Valico di Pietra Rossa verso Cingoli e ondulazioni continue tra Apiro e Montecarotto. Da qui la strada diventa pianeggiante e porta a Jesi dove la corsa effettuerà tre giri di un circuito di 12,3 km.
Jesi è sede di tappa inedita per la Tirreno-Adriatico NamedSport.

Tappa n. 7 – San Benedetto del Tronto (cronometro individuale) – 10,1 km


Cronometro individuale su un percorso che ricalca quello degli ultimi anni. È il medesimo dal 2015 a oggi.
Arrivo tradizionale per la Tirreno-Adriatico NamedSport: San Benedetto del Tronto sarà la meta finale per la 53^ volta su 54 (solo la prima edizione, quella del 1966, non terminò a San Benedetto del Tronto: la tappa finale fu la San Benedetto del Tronto-Pescara).

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