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Sagan sceglie il vento in faccia e mette tutti in fila

Parasfrasando una bella canzone melodica di Aleandro Baldi e Francesca Alotta, verrebbe da chiedere a Elia Viviani nell’immediato dopo corsa di un’avvincente Gent-Wevelgem: ”Dimmi perché piangi…”. È indubbio che lo sprinter veronese abbia svolto un’ottima volata in rimonta e da questa consapevolezza possa nascere anche un po’ di rammarico per non avere azzeccato i tempi giusti. C’è da considerare però che a batterlo è stato il campione del mondo in carica. Quel Peter Sagan che nelle ultime tre edizioni è riuscito a centrare la maglia iridata. Negli ultimi due anni addirittura, mettendo in fila fior di velocisti che rispondono ai nomi di Mark Cavendish, Tom Boonen o Alexander Kristoff. Tra l’altro, il campione del mondo ha optato per uno sprint di potenza, generoso – com’è nel suo stile -, ma al contempo molto rischioso. Perché è bene ricordarlo – e scorrendo l’ordine d’arrivo la circostanza è più che palese – tra i 19 corridori che sono andati a giocarsi allo sprint questa classica che anticipa di una settimana il Giro delle Fiandre, erano presenti tantissime eccellenti ruote veloci. Ruote veloci che nulla hanno potuto contro la potenza espressa da Peter Sagan, che non ha avuto timori ad affrontare il vento in faccia e giocare d’anticipo per mettere dietro di sé tutti i suoi quotatissimi avversari. Una risposta quella dello slovacco che chiude la bocca a tutti quelli che lo avevano giudicato piuttosto appannato, appena due giorni fa, nella classica E3 Harelbeke. In questa occasione Sagan è stato ottimamente supportato dai compagni di squadra Marcus Burghardt – presente pure lui nel gruppo dei 19 battistrada – e dal nostro Daniel Oss, determinante con le sue “tronate” a imprimere quel ritmo sostenuto dal quale è scaturito l’attacco che ha deciso la corsa.
Tutti in fila dunque, parrebbe questo il leitmotiv con il quale il campione del mondo ha inteso con il gesto atletico consumato soprattutto nelle ultime battute della Gent-Wevelgem, rilanciare la sua autorevole e perentoria candidatura per il Fiandre. Tutto il resto è da mettere in secondo piano. A parte le lacrime di Viviani che, per trovare i giusti stimoli a un immediato riscatto, dovrà ricordarsi le parole di una canzone di Renato Zero: “non puoi toccare le nuvole, se non conosci le lacrime………”

foto tratta da sito: www.bora-hansgrohe.com (bettiniphoto)

Ordine d’arrivo:

1 Peter Sagan (SVK) Bora – Hansgrohe 5:07:32
2 Elia Viviani (ITA) Quick Step Floors s.t.
3 Arnaud Démare (FRA) Groupama – FDJ s.t.
4 Christophe Laporte (FRA) Cofidis s.t.
5 Jens Debusschere (BEL) Lotto – Soudal s.t.
6 Oliver Naesen (BEL) AG2R – La Mondiale s.t.
7 Matteo Trentin (ITA) Mitchelton – Scott s.t.
8 Zdenek Stybar (CZE) Quick Step Floors s.t.
9 Jasper Stuyven (BEL) Trek – Segafredo s.t.
10 Wout Van Aert (BEL) Verandas Willems – Crelan s.t.

l’ordine d’arrivo completo

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