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Quick-Step Floors regina del vento: Lampaert tappa e maglia

Ormai è cosa appurata: tra le tante attenzioni da porre nell’analizzare le difficoltà di una specifica frazione di una gara a tappe, anche la presenza del vento va a costituire quella variabile in grado di realizzare selezioni o capovolgimenti di fronte. Accompagnati il più delle volte da emozioni tali che forse nemmeno i grandi arrivi in salita riescono sempre a regalare. Detto questo, non è che che la seconda tappa della Vuelta edizione 2017 – la prima in linea, dopo la cronosquadre d’apertura – abbia creato particolari situazioni irreversibili. Tanto è bastato però, perché il profilo piatto dei 201 chilometri da Nimes a Gruissan-Grand Narbonne, abbia offerto un finale nel quale i pochi velocisti presenti alla più importante corsa a tappe spagnola si sono visti costretti ad arrangiarsi al meglio nei vari ventagli che proprio negli ultimi 8000 metri sono andati sempre più intensificandosi. Azioni ben organizzate, delle quali è stato proprio il team Sky a recitare almeno inizialmente, il ruolo di protagonista. A conferma però dell’imprevedibilità di tali situazioni, si è riscontrato poi, risultati alla mano, che nessun corridore della formazione britannica è presente nella “top ten” dell’ordine d’arrivo. Nessun uomo di Brailsford tra i 10 oltre i quali, il cronometro ha incominciato a segnalare distacchi temporali. Se nella cronosquadre i pronostici erano stati in gran parte rivolti alla formazione statunitense della BMC, capace poi di tener fede alle previsioni e di portare l’australiano Rohan Dennis in maglia rossa, a fare da padrone in mezzo al vento è stato – anche qui come da ipotesi preventive – il team Quick-Step Floors. Oltre a trovarsi a proprio agio in condizioni simili, la formazione belga riesce ad esaltarsi in tali contesti. Esibendo sincronismi perfetti dai quali, così com’era successo nelle tappe in Sardegna del Giro d’Italia, scaturiscono risultati importanti. Tappa e maglia per il ventiseienne Yves Lampaert che sul traguardo di Gruissan-Grand Narbonne ha preceduto, grazie ad un assolo prodotto nell’ultimo chilometro, il compagno di squadra Matteo Trentin, che adesso lo precede di un solo secondo nella classifica generale. Dei primi 10, è bene sottolinearlo, ben 4 erano corridori italiani. Se da una parte può restare la velata amarezza nel constatare il ruolo di stopper operato dal corridore della Valsugana, relegato alla piazza d’onore, dall’altra si deve mettere in evidenza l’ottima reattività mostrata da Sacha Modolo e da Daniel Oss. Rispettivamente 3° ed 8° nell’ordine d’arrivo. Il primo alla ricerca di non lasciarsi andar via un traguardo che sulla carta sembrava tagliato alla categoria delle cosiddette ruote veloci, alle quali appartiene. Per Oss invece – unico tra i dieci ad appartenere alla formazione vincitrice della cronosquadre – si è trattato di cercare di non gettare al vento i vantaggi in termini temporali, scaturiti dalla prova d’apertura. In classifica generale il corridore trentino dalla folta chioma di capelli, occupa la 3a posizione e il suo distacco dal leader leader Lampaert è di 3”. Restando sempre in tema di classifica generale, quello che più di ogni altro può sfregarsi le mani dalla soddisfazione – nel contesto dei corridori con ambizioni di vittoria per la Vuelta – è sicuramente Vincenzo Nibali. Funambolo e abile pilota della bici, non c’è di che stupirsi nel vedere il fuoriclasse siciliano cavarsela splendidamente nei ventagli, al pari dei veltri del Nord. Per come sono stati esigui i distacchi nella classifiche finali del Giro e del Tour, non sono assolutamente da buttar via i 5 secondi guadagnati nei confronti di gente come Rubio Chaves, o gli 8 conseguiti su Froome ed Aru. Tutti corridori che – particolare importante da sottolineare – figurano tra i primi 20 dell’ordine d’arrivo. Per intendere con questa sottolineatura, che sono ritardi accusati da gente i cui buoni piazzamenti sono sinonimo di attenzione e di accortezza.
La strada per Madrid è ancora lunga e zeppa di finali e salite che metteranno inevitabilmente a confronto i vari contendenti sulla reattività delle rispettive leve che dovranno forzare sui pedali con la maggiore proficuità. Tuttavia, le tappe insidiose come quella odierna servono a far capire il grado di concentrazione dei singoli atleti. Concentrazione che molto spesso è anche sinonimo di condizione.

le classifiche:

l’ordine d’arrivo
la classifica generale
la classifica a punti
la classifica degli scalatori
la classifica a squadre

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