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Primoz Roglic: testa e cuore

Niente sembra venire dal caso. Meno di due anni fa, sulle strade del Giro d’Italia lo sloveno Primoz Roglic otteneva un successo importante in quella che fu ribattezzata “la crono del Chianti Classico”. 40,5 Km contro il tempo da Radda a Greve in Chianti. Le notizie che arrivarono riguardo al giovane atleta, allora come oggi in forza al team Lotto NL, furono che tra i suoi trascorsi aveva svolto anche la disciplina di salto con gli sci. Quasi a voler ribadire una certa estraneità con il mondo del ciclismo professionistico. Se anche ce ne fosse stato bisogno, sul traguardo di Trevi lo sloveno ha dimostrato invece una volta di più, la propria statura. Gli ultimi 1200 metri affrontati a tutta, con gli immediati inseguitori che si studiano per quell’attimo di troppo. Il vano tentativo in extremis lanciato dal britannico Adam Yates e soprattutto, la carica e l’esaltazione da parte del vincitore nel festeggiare sotto il traguardo, esprimono chiaramente che Roglic non ha chiuso in riserva e con eccessivo affanno. Il suo è stato un gesto atletico di spessore nel quale è stato capace di sfruttare al meglio generosità e raziocinio. Non fosse stato per la caduta di ieri, a causa della quale è stato costretto a rimettere circa 2 minuti, sarebbe lì a lottare per la classifica generale. Sempre in tema di conferme, come non rilevare l’ottimo 3° posto che è riuscito a rimediare Tiesj Benoot, che meno di una settimana fa ha stupito tutti aggiudicandosi un’edizione di Strade Bianche da leggenda.
Il team Sky, formazione che ha cercato più di ogni altra di assumere il controllo e la regia della frazione, chiude questa giornata conquistando il primato della generale con il gallese Geraint Thomas. Più reattivo rispetto ai compagni Froome e Kwiatkoski, che ha preceduto rispettivamente di 3 e 9 secondi.


Un ritardo quello del polacco iridato a Ponferrada, condiviso anche dai nostri Nibali, Pozzovivo e Formolo. Oltre che dal campione olimpico Greg Van Avermaet. Una situazione estremamente fluida nella quale però è giusto considerare anche i 24” che hanno concesso al vincitore l’ex leader Damiano Caruso, Tom Dumoulin e Fabio Aru.
Una situazione che potrà rimescolarsi domani nel corso dell’ascesa verso i 1.337 metri sul livello del mare di Sassotetto. 21,5 Km di ascesa totale che daranno un volto più netto alla classifica generale, dove si potranno vedere dei ritardi per i quali le tre frazioni finali potrebbero non essere più sufficienti a colmare.

PHOTO CREDIT: LaPresse – D’Alberto / Ferrari

l’ordine d’arrivo:

1 Primoz Roglic (SLO) Lotto NL – Jumbo 06:17:23
2 Adam Yates (GBR) Mitchelton – Scott 00:03
3 Tiesj Benoot (BEL) Lotto – Soudal 00:06
4 Geraint Howell Thomas (WAL) Sky Professional Cycling Team 00:07
5 Rigoberto Uran Uran (COL) EF Education First – Drapac 00:10
6 Mikel Landa Meana (ESP) Movistar 00:10
7 Gianni Moscon (ITA) Sky Professional Cycling Team 00:10
8 Romain Bardet (FRA) AG2R – La Mondiale 00:10
9 Wilco Kelderman (NED) Sunweb 00:10
10 Bob Jungels (LUX) Quick Step Floors 00:10

l’ordine d’arrivo completo

classifica generale:

1 Geraint Howell Thomas (WAL) Sky Professional Cycling Team 10:52:22
2 Greg Van Avermaet (BEL) BMC Racing Team s.t.
3 Chris Froome (GBR) Sky Professional Cycling Team 00:03
4 Damiano Caruso (ITA) BMC Racing Team 00:08
5 Michal Kwiatkowski (POL) Sky Professional Cycling Team 00:09
6 Bob Jungels (LUX) Quick Step Floors 00:09
7 Wilco Kelderman (NED) Sunweb 00:19
8 Davide Formolo (ITA) Bora – Hansgrohe 00:30
9 Tom Dumoulin (NED) Sunweb 00:33
10 Rigoberto Uran Uran (COL) EF Education First – Drapac 00:39

la classifica generale completa

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