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Pinna alzata, lo Squalo c’è

C’è chi, come Andrea Belotti, ama festeggiare il goal simulando la cresta del gallo. Chi invece, come Vincenzo Nibali, ammiccare alla pinna dello squalo. Di ragioni per festeggiare ne ha più di una lo “Squalo dello Stretto”, vincitore della terza tappa della Vuelta, dopo che era apparso un po’ appannato sulle ultime rampe dell’Alto de la Comella. L’ultima asperità di giornata che anticipava la discesa verso Andorra la Vella; il capoluogo del piccolo Principato pirenaico. Brillantezza che invece, sullo stesso tratto di strada, ha dato dimostrazione di possedere esibendosi nelle sue solite menate, l’ultimo vincitore del Tour de France, Chris Froome. Al quale soltanto un redivivo Rubio Chaves è riuscito a tenere la ruota.

Siamo appena alla terza giornata di corsa e come da copione, la gara a tappe spagnola non sembra davvero priva di argomenti. Forse il fatto stesso di porsi come l’ultima, a livello temporale, tra i tre grandi Giri, implica circostanze che possono favorire sia l’agonismo che l’incertezza. In fondo, se andiamo a vedere tra i massimi pretendenti al successo finale, chi più chi meno ha alle spalle la partecipazione al Giro o al Tour. Questo per sottolineare che la corsa di tre settimane posta a cavallo tra agosto e settembre rappresenta nella tipicità dell’evento stesso e nelle ambizioni dei vari contendenti, il secondo grande obiettivo. Anche questo, valutato nell’arco temporale della stagione agonistica. L’eventuale picco di forma potrebbe alla fine dimostrare qualche carenza in più rispetto al primo. Da qui la possibilità che fare una differenza netta tra sé e gli avversari potrebbe costituire un’impresa più complicata. Buon per lo spettacolo che certamente non è mancato nel corso dei 158,5 Km che hanno portato la corsa da Prades Conflent Canigó ad Andorra la Vella. Una frazione di montagna a tutti gli effetti, dove gli aspiranti alla vittoria finale non potevano tirarsi indietro. E infatti, soprattutto nel finale, nel tratto di salita già citato dell’Alto della Comella, Froome non ha esitato ha fornire saggio delle sue qualità. Tanto per stabilire oltre alla forza delle gambe, anche l’autorevolezza di rappresentare il corridore da battere. Alla ricerca non certo nascosta, del primo successo, extra Grande Boucle, di una grande gara a tappe.

Si è già detto a proposito di Rubio Chaves, l’unico in grado di rispondere al britannico, restando incollato alla sua ruota. Fa immensamente piacere constatare che dopo una stagione molto travagliata, il sempre sorridente colombiano riesce a trovare lo smalto dei giorni migliori, che appena un anno fa gli ha consentito di raccogliere il piazzamento d’onore al Giro d’Italia, il 3° posto alla Vuelta e il successo al Lombardia. Per tutti gli altri corridori più titolati, soltanto Fabio Aru e Romain Bardet hanno dimostrato una buona reazione, ma non al livello dello scalatore dell’Orica-Scott. Entrambi sono infatti rientrati sui due battistrada soltanto nel tratto in discesa, accusando un sia pur lieve gap sulla sommità del valico. Più attardati – sempre comunque distacchi contenuti – sono transitati Vincenzo Nibali, i gemelli Yates, De La Cruz, Van Garderen, Pozzovivo e Nicolas Roche.

Un segnale chiaro ed evidente ma che sicuramente, con tantissime tappe da percorrere riempite di un’insidia dietro l’altra, non può costituire qualcosa di valore assoluto, ma soltanto indicativo. Come pure, per la valenza che possono assumere nel ciclismo moderno l’intraprendenza e la fantasia, il successo di Vincenzo Nibali può costituire a pieno titolo un avvertimento chiaro ed eloquente per i suoi avversari, che lo Squalo c’è. Da qui a simboleggiare con i gesti la pinna alzata. Un successo quello di Andorra, che mostra forti analogie con il Nibali di Sheffield, la seconda tappa del suo Tour vittorioso del 2014. Anche se in quella circostanza il campione siciliano riuscì a vestire la maglia magli gialla. Mentre oggi la “roja” è per Christopher Froome, che adesso lo precede in classifica di 10 secondi.

le classifiche:

l’ordine d’arrivo
la classifica generale
la classifica a punti
la classifica degli scalatori
la classifica a squadre

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