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Opinioni in Giro

Puntuale come sempre, ogni mercoledì sera, la puntata di “Sui Pedali magazine” ha inteso raccontare nel corso del mese di maggio, la cronaca e l’evoluzione dell’edizione 101 del Giro d’Italia, che già nelle prime battute è risultata essere avvincente ed emozionante.
Lo ha fatto attraverso i vari ospiti che dagli studi televisivi dell’emittente “Tele Centro 2” e dalle dirette telefoniche realizzate in ogni puntata, hanno inteso dare il proprio contributo nel raccontare, ma soprattutto nell’interpretare, la nostra corsa a tappe più amata. Quest’anno particolarmente accattivante e ricca di contenuti. Inoltre, direttamente dalla scena agonistica, si sono susseguite tutte una serie di interviste che sono andate ad arricchire i vari pareri e testimonianze raccolte.
Si era partiti con l’indicazione di Tom Dumoulin, ultimo vincitore della corsa rosa, quale favorito d’obbligo. Le preferenze rivolte al forte passista olandese si erano sviluppate in forma quasi plebiscitaria. Poi, con la prorompente entrata in scena di Simon Yates e la spavalderia che ha messo in luce nell’assumersi il ruolo di leader, hanno indotto moltissimi appassionati e addetti ai lavori a indicare il giovane britannico quale favorito d’obbligo. Soprattutto dopo l’ottima prestazione sullo Zoncolan, la vittoria di Sappada e, in modo particolare, dopo la crono Trento-Rovereto. Un appuntamento che il giovane campioncino britannico aveva sempre confessato di temere in modo particolare ma che, alla luce di come è stato capace di respingere l’assalto di Tom Dumoulin in quella prova contro il tempo, tutti i favori del pronostico per la vittoria finale, a quel punto si sono  dirottati su di lui.
A corsa conclusa, tre giorni dopo il chiacchierato epilogo di Roma, a “Sui Pedali magazine” si sono ripercorse le ultime giornate di corsa che hanno sconvolto e ridisegnato la classifica generale. Si è cercato di capire se, al di là della grande impresa di Chris Froome, ci fossero stati anche degli errori da parte dei suoi avversari. In particolare di Tom Dumoulin, che ha dovuto rinunciare ai sogni rosa per 46”.
Argomenti che sono stati trattati con due figure che questo Giro lo hanno raccontato e commentato attraverso lunghe dirette televisive. Nel salottino nel quale si svolge la diretta del rotocalco, oltre al solito opinionista Bruce Biddle è stato presente anche Riccardo Magrini, l’inconfondibile voce che affianca Luca Gregorio sul canale Eurosport. Più tardi, in diretta telefonica è intervenuto anche Silvio Martinello, ormai da anni opinionista RAI. Figura complementare del telecronista Francesco Pancani. Da due personaggi così autorevoli non potevano che pervenire spunti e riflessioni di particolare interesse, in grado di ripercorrere a freddo i momenti più importanti della corsa con valutazioni più ragionate e circostanziate. Senza il condizionamento causato dall’incalzare degli eventi in diretta e di tutte le emozioni e i colpi di scena che hanno accompagnato il gesto coraggioso di Chris Froome. Entrambi gli opinionisti hanno inteso puntualizzare la mancata reattività di Tom Dumoulin nel momento in cui sulla salita del Colle delle Finestre, il capitano della Sky ha inteso accendere la miccia. Sia per Martinello che per Magrini, l’ammiraglia della Sunweb potrebbe aver contribuito a condizionare l’atteggiamento dell’olandese, invitandolo a temporeggiare. Ipotizzando che dall’inizio dello sterrato della suggestiva montagna piemontese fino all’arrivo, la strada fosse ancora lunga. Anche per il quotatissimo e temerario attaccante.
Altri temi oggetto della discussione hanno riguardato poi la sorpresa della corsa, il britannico Simon Yates. Sempre prodigo nell’attaccare e regalare spettacolo, anche se alla fine le ultime frazioni di montagna lo hanno allontanato dai piani alti della classifica generale. Come pure tra i vari temi di discussione non poteva non essere tenuto conto di Fabio Aru. L’atteso campioncino sardo molto atteso alla vigilia, costretto invece al ritiro da una condizione che per lui si è sempre dimostrata particolarmente deficitaria.

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