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Mikel Landa sceglie i tempi giusti

Se lo scorso anno al Giro si era distinto per una serie di errori, tali da compromettergli in diverse circostanze il successo di tappa, questa volta, così come nella tappa con arrivo a Piancavallo nell’ultima corsa rosa, Mikel Landa Meana non ha sbagliato niente. Un capolavoro tattico, con le gambe che hanno sempre girato nel verso giusto per il portacolori del team Movistar. Abile nell’attendismo, quanto efficace nel servire il colpo del ko. Nessun tentennamento, nessun errore, nella frazione regina della Tirreno-Adriatico che, per la vicinanza con la terra di Michele Scarponi, erano in molti a sentire con un’emotività del tutto particolare. Per lo stretto legame che lo ha sempre legato all’”Aquila di Filottrano”, il corridore basco può avere addirittura vissuto questa giornata con una sensibilità ancor più accentuata. La sua emozione nel salire sul palco delle premiazioni ne è stata la testimonianza più eloquente.

Sensibilità a parte, nel finale è sembrato invece mettersi tutto di traverso per il team Sky. Compreso però anche una non azzeccata tattica di eccessivo attendismo, rivolto più alla salvaguardia del capitano Froome, che alla tutela dell’ormai ex leader Geraint Thomas. Come pure ci sarebbe da ridire sui tempi e sui modi del tutto discutibili che sembra attuare in questa Corsa dei Due Mari l’emergente colombiano Miguel Angel Lopez. Va bene la giovane età e l’esuberanza, ma forse qualcuno dall’ammiraglia dovrebbe redarguirlo con una maggiore pressione. Non si discutono il talento e le sue qualità di ottimo scalatore, troppo spesso però gli attacchi veementi portati quando il traguardo è ancora troppo lontano, finiscono col ritorcersi contro di lui. Resta chiaro che l’incidente meccanico sia stato poi determinante nel rendere deficitario il ritardo di Lopez, ma è altresì evidente che l’esito della frazione numero 4 ha fatto capire che i tempi giusti negli attacchi li hanno azzeccati soprattutto il vincitore di tappa e il neozelandese George Bennet. C’è poi da sottolineare quanto abbia fatto bene Fabio Aru a provarci. Uno dei pochi del gruppo attendista, a cercare di riportarsi sul battistrada. Gli obiettivi principali del corridore sardo sono proiettati soprattutto verso il Giro d’Italia e questo lo rende consapevole di non poter disporre al momento della migliore gamba e soprattutto, del giusto cambio di ritmo, per poter sperare di coltivare ambizioni ai posti alti della classifica generale. Il corridore dell’UAE Team Emirates ha bisogno nella sua marcia di avvicinamento verso la corsa rosa, di testarsi e di percepire segnali utili. Condizioni che possono avvenire soprattutto correndo da protagonista, osando ad attaccare e, in caso di temporaneo deficit di condizione, allenarsi con la tenacia che possiede, a tenere le ruote di chi al momento sta pedalando più forte di lui. Grinta e intelligenza non sono certo doti avulse per Fabio Aru. Motivo per cui, va bene così.

Bene così va soprattutto a Damiano Caruso che, dopo avere assaporato la leadership nel giorno della cronosquadre d’apertura e dopo aver trascorso nel silenzio e nell’anonimato, prima il passaggio della maglia al suo compagno Patrick Bevine e la successiva frazione di Trevi, eccolo oggi tranquillo e senza troppo patema d’animo, riuscire a tenere le ruote dei migliori e concludere la frazione di Sassotetto in 13a posizione. Arrivando con il gruppo dei 16 immediati inseguitori, che ha tagliato il traguardo 6” dopo i tre del Podio: Landa, Majka e Bennet.
Scorrendo l’attuale classifica generale si può notare come la situazione appaia abbastanza incerta e fluida. 10 atleti contenuti in un distacco di 44”, con il leader Caruso che può vantare 11” su Wilco Kelderman e 20” su Landa. Soprattutto l’olandese del team Lotto NL, sembrerebbe sulla carta non avere problemi a rosicchiare all’attuale leader, poco più di un secondo al Km nella crono individuale conclusiva. Non va sottovalutata però la tappa di domani. Particolarmente ricca di contenuti emotivi e significativi, essendo Filottrano sede d’arrivo. La località dove risiedeva il povero Michele Scarponi. Una frazione da prendere in considerazione per i suoi contenuti tecnici. La presenza dei “muri” tipici di queste zone, che saranno proposti con particolare frequenza. Motivo per cui, almeno prima della sfida finale – la prova contro le lancette di martedì -, sul consueto lungomare di San Benedetto del Tronto, sarà opportuno non proiettarsi troppo in là con le analisi. Non è scontato che domani pomeriggio la situazione di classifica sia rimasta immutata. Molto dipenderà anche dalle condizioni meteo che dovranno affrontare i corridori. Meglio vivere alla giornata e godere lo spettacolo. Anche se stamattina in fondo, Mikel Landa Meana ce lo aveva confessato (non solo questo per la verità….):

PHOTO CREDIT: LaPresse – D’Alberto / Ferrari

ordine d’arrivo:

1 MIKEL LANDA MEANA (ESP) MOVISTAR 06:22:13
2 Rafal Majka (POL) Bora – Hansgrohe s.t.
3 George Bennett (NZL) Lotto NL – Jumbo s.t.
4 Fabio Aru (ITA) UAE Team Emirates 00:06
5 Ben Hermans (BEL) Israel Cycling Academy 00:06
6 Tiesj Benoot (BEL) Lotto – Soudal 00:06
7 Romain Bardet (FRA) AG2R – La Mondiale 00:06
8 Wilco Kelderman (NED) Sunweb 00:06
9 Adam Yates (GBR) Mitchelton – Scott 00:06
10 Rigoberto Uran Uran (COL) EF Education First – Drapac 00:06

l’ordine d’arrivo completo

classifica generale:

1 DAMIANO CARUSO (ITA) BMC RACING TEAM 17:14:49
2 Michal Kwiatkowski (POL) Sky Professional Cycling Team 00:01
3 Wilco Kelderman (NED) Sunweb 00:11
4 Mikel Landa Meana (ESP) Movistar 00:20
5 Geraint Howell Thomas (WAL) Sky Professional Cycling Team 00:26
6 Rigoberto Uran Uran (COL) EF Education First – Drapac 00:31
7 George Bennett (NZL) Lotto NL – Jumbo 00:33
8 Davide Formolo (ITA) Bora – Hansgrohe 00:34
9 Tiesj Benoot (BEL) Lotto – Soudal 00:36
10 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida 00:41

la classifica generale

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