Alla luce dei risultati ottenuti, Alessandro Ballan è stato sicuramente dopo Paolo Bettini, uno dei più grandi interpreti italiani nelle corse di un giorno degli ultimi 10 anni.
Approdato al professionismo senza avere evidenziato le stimmate del campione, ha saputo ben presto ritagliarsi un posto di tutto rispetto, emergendo come corridore particolarmente adatto per le classiche del pavè dove è riuscito a collezionare tanti bei piazzamenti, coronati con il successo al Giro delle Fiandre, nell’edizione 2007. Una stagione che per il corridore di Castelfranco Veneto sancì una sorta di consacrazione nell’olimpo dei grandi cacciatori di classiche, riuscendo nello stesso anno, a conquistare un’altra prova di “World Tour”: la Vattenfall Cyclassics.
Per ottenere il successo più prestigioso, Ballan dovette attendere ancora un anno. Parafrasando un termine già utilizzato per definire lo scatto violento e vincente di Saronni a Goodwood, anche Alessandro seppe regalare un grandissimo gesto atletico nel finale del mondiale di Varese: una “fucilata” all’insegna di classe e potenza che gli consentì di vestire la maglia iridata, succedendo a Paolo Bettini vincitore, delle edizioni 2006 e 2007.
Un risultato prestigioso al quale per tutta una serie di circostanze – sulle quali il cronista non vuole assolutamente entrare per valutazioni del tutto personali -, accompagnate da un grave incidente del quale fu vittima sul finire dell’anno 2012, Ballan non ha avuto modo di replicare in termini di importanti affermazioni. Fatta eccezione della vittoria al Giro di Polonia nel 2009, corsa a tappe nella quale seppe mettere all’attivo anche una vittoria di tappa.
Compiuti da poco i 36 anni (lo scorso 6 novembre) e decorsi i termini della squalifica, Alessandro Ballan vorrebbe ritornare in gruppo per «attaccarsi nuovamente il numero» – come va affermando proprio nel corso dell’intervista. Un recente articolo apparso su “La Gazzetta dello Sport” a firma Ciro Scognamiglio, lascia trapelare che quello che sembrava essere una delle ipotesi più verosimili (l’ingaggio da parte del “team professional” diretto dal manager Angelo Citracca), potrebbe trovare il dissenso dell’ex amico Filippo Pozzato (ex, sempre secondo dalle indiscrezioni del nostro quotidiano sportivo più diffuso, che parla esplicitamente di “contrasti tra i due”). Una situazione che, aggravata anche dallo scarso interesse mostrato da un po’ tutte le altre formazioni, rendono piuttosto nebulosa questa possibilità.
Nel corso dell’intervista Alessandro ripercorre gran parte della sua carriera e, per quanto riguarda la situazione attuale, confessa di aspettare il 20 dicembre prima di desistere del tutto dalla speranza di ritornare anche solo per un anno, in mezzo al gruppo.
La puntata di “Bagarre” viene anticipata da un’intervista a Yaroslav Popovych nella quale, il corridore ucraino sottolinea la decisione di chiudere la propria attività agonistica nel corso della prossima primavera. Non ha ancora deciso se sarà la Parigi-Roubaix o il Giro d’Italia a scrivere l’ultima pagina della sua carriera. L’unica certezza è quella che resterà all’interno del team Trek, nelle vesti di direttore sportivo.

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