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I veltri fiamminghi protagonisti nel fango delle terre senesi

I veltri fiamminghi protagonisti nel fango delle terre senesi

Nella pittura del Rinascimento era molto in uso un particolare pigmento di colore in polvere, denominato “terra di siena bruciata”. Una sfumatura che si otteneva dalla calcinazione della terra di Siena naturale. Nell’epoca digitale, questo colore corrisponde al codice 531b00. Può sembrare pertanto anacronistico andare a cercare fango e fatica in un’epoca nella quale si cerca di assegnare codici e protocolli a ogni battito di ali che ci circonda. Sta forse tutto qui il successo di una corsa giovane, dal sapore antico. Una corsa che senza vantare un albo d’oro centenario, ma limitato a poco più di due lustri, è entrata nel cuore di tifosi e appassionati. Soprattutto quando come oggi, la corsa delle crete senesi è falcidiata dalla pioggia e dal maltempo. Quando, intorno alla città del Palio, la terra diventa fango e i suoi pigmenti di colore tendono a scurirsi. Almeno quelle parti che la neve caduta nei giorni scorsi ha liberato. Clima avverso dunque, quello che si trovano davanti i 146 corridori che alle ore 9:43 lasciano la sede di partenza della Fortezza, per andare ad affrontare gli 11 tratti di strade bianche, disseminati lungo i 184 Km di un percorso che non concede un attimo di respiro. 63 Km di sterrato complessivi; oltre un terzo della distanza totale da coprire.

Se davanti tentano l’allungo una trentina di corridori, dietro la selezione è fin troppo spontanea e naturale. Se Siena e le sue perle artistiche appartengono al nostro Rinascimento, la sua corsa ha il profilo giusto per esaltare i veltri fiamminghi. Addirittura Wout Van Aert, campione del mondo del ciclocross, poco più che ventitreenne, era stato invitato per poter mettere in risalto le sue spiccate doti a destreggiarsi nel fango. Il giovane belga, non ha tradito le attese. Le fasi salienti lo vedono protagonista insieme al francese Romain Bardet. Corridore eclettico il francese. In grado di primeggiare sulle vette alpine e pirenaiche al Tour de France; come pure sotto la pioggia, nel fango delle colline senesi. Una coppia ben assortita che a 45 km tenta di prendere il largo. È il momento topico della corsa. La distanza da percorrere è ancora notevole per stilare bilanci definitivi, ma la buona lena e l’accordo tra i due battistrada, sembrano indicare che la mossa possa essere quella giusta. In effetti i corridori più blasonati alla vigilia, quelli favoriti dai pronostici, sembrano mancare di quella reattività opportuna a neutralizzare un tentativo che, chilometro dopo chilometro, si va facendo sempre più pericoloso. Un capolavoro di coraggio, al quale manca però l’ultima pennellata di quello che sarà poi il protagonista principale. Nella pittura, i fiamminghi dovettero attendere il XVII secolo per vivere il loro periodo d’oro. Alle Strade Bianche, quando la corsa si avvicina agli ultimi 30 Km, sembra una sfida limitata a due coppie. Quella tra i due battistrada Romain Bardet e Wout Van Aert, contro la coppia composta da Tiesj Benoot e Pieter Serry. Un francese e un belga davanti, due belgi dietro a inseguire, con un gap oscillante intorno ai 40”. Tutti gli altri, più indietro, sembrano destinati a giocarsi soltanto i piazzamenti. Ambizioni massime circoscritte a solo 4 corridori, con tre insidiosi tratti di sterrato ancora da affrontare. Situazione fluida, fin quando non arriva la fatidica, ultima pennellata; ad opera del corridore della Lotto Soudal, Tiesj Benoot. Un gesto atletico che fa intuire tutta la lucidità del fiammingo, nel cercare il definitivo colpo del KO. Lasciando il compagno di viaggio e connazionale Serry, per raggiungere abbastanza agevolmente la coppia al comando.

All’ultimo tratto di sterrato delle Tolfe, Benoot riserva l’ultima parte del suo piano d’attacco. Ormai ridotto a una maschera di fango, il corridore della Lotto Soudal tenta l’assolo. Bardet e Serry cercano di tenere la sua ruota, ma si capisce subito che per entrambi risulta complicato ritornare sulle ruote dell’attaccante. Tutto il resto è il racconto di una cavalcata solitaria di questo giovane fiammingo, nato a Gand, che la prossima domenica 11 marzo festeggerà il suo 24° compleanno. Uno sconosciuto Tiesj Benoot? Per nulla! Lo scorso anno ha chiuso il Tour in 20a posizione della classifica generale e nel 2015, appena ventunenne, seppe realizzare un 5° posto al Giro delle Fiandre. Un palmarès che si è arricchito di una grande classica che, tra i belgi, soltanto Philippe Gilbert (corridore vallone e non fiammingo) seppe fare sua. Esattamente sette anni fa.

FOTO CREDIT: LaPresse – Ferrari / Paolone

l’ordine d’arrivo:

1. Tiesj Benoot (BEL) Lotto – Soudal in 05:03:332. Romain Bardet (FRA) AG2R – La Mondiale a 00:39; 3. Wout Van Aert (BEL) Verandas Willems – Crelan a 00:58; 4. Alejandro Valverde Belmonte (ESP) Movistar a 01:25; 5. Giovanni Visconti (ITA) Bahrain – Merida a 01:27; 6. Robert Power (AUS) Mitchelton – Scott a 01:29; 7. Zdenek Stybar (CZE) Quick Step Floors a 01:42; 8. Peter Sagan (SVK) Bora – Hansgrohe a 02:08; 9. Pieter Serry (BEL) Quick Step Floors a 02:11; 10. Gregor Mühlberger (AUT) Bora – Hansgrohe a 02:16.-

l’ordine d’arrivo completo:

 

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