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Giovani alla ribalta: è la volta di Richard Carapaz

Qualche colpo di scena sul secondo arrivo in salita a Montevergine di Mercogliano. Incidente meccanico e una caduta per Chris Froome. L’ascesa verso il Santuario si svolge all’insegna del controllo reciproco. Ne approfitta la maglia bianca Richard Carapaz, l’ultima scoperta di Eusebio Unzue.

Alla fine sono sempre i più giovani a tentare qualche azzardo. Il traguardo di Montevergine di Mercogliano non era certo un traguardo inedito per il Giro d’Italia e le frequenti ascese che si sono susseguite negli ultimi 20 anni hanno sempre evidenziato una salita interessante, ma scarsamente selettiva. A rigor di logica pertanto, era chiaro che non erano attesi sfaceli, quanto a variazioni nella classifica generale. Resta il fatto però che qualcosa è pur accaduto e l’ottava tappa, posta come giornata di vigilia all’ascesa sicuramente più importante verso Campo Imperatore, ha esaltato le doti di un non ancora venticinquenne ecuadoregno (l’Accademia della Crusca accetta anche questo attributo, oltre a quello di ecuadoriano) che risponde al nome di Richard Carapaz, in forza al team Movistar.

Una formazione che alla vigilia della partenza della corsa rosa aveva sollevato critiche fondate per essersi presentata priva di tutti e tre i suoi elementi più rappresentativi: Quintana, Valverde e Landa. Da esperto stratega e scopritore di talenti, Unzue ha tirato fuori dal cilindro questo atleta sudamericano, le cui effettive potenzialità sono ignote un po’ a tutti. Forse anche a Unzue. Il gesto atletico che è stato capace di esibire Carapaz sulle ultime rampe verso il santuario campano, non lascia spazio ai dubbi. Il ritmo con il quale ha lasciato il gruppo inseguitore per riportarsi su quello che restava del plotone degli attaccanti di giornata composto da Van der Sande, Torres, Mohoric, Bouwman, Polanc, Villella e Montaguti, la dice lunga sulle sue potenzialità. Un attacco sferrato proprio nel momento in cui un violento temporale con pioggia e grandine, si stava abbattendo sulla corsa. Alle spalle del corridore sudamericano si sono piazzati Formolo, Pinot e Battaglin; i primi a tagliare il traguardo del gruppo inseguitore composto da 28 unità, giunto con un ritardo di 7” dal vincitore.

Un bilancio che lascia in classifica generale la situazione pressochè invariata. A parte la considerazione che con la vittoria di oggi e il conseguente guadagno di 10” di abbuono, Carapaz occupa adesso l’8a posizione della classifica a tempi, con un tempo superiore di 1’06” dalla maglia rosa Simon Yates. Scavalcando proprio Froome che adesso gli è dietro di 4”. Un’analisi a parte va sicuramente dedicata al vincitore di 4 Tour de France, sceso in Italia con i favori del pronostico. Per adesso la sua corsa è stata caratterizzata da tutta una serie di imprevisti che inevitabilmente stanno minando il suo rendimento. Seppure la sua classifica sia da intendersi tutt’altro che compromessa. È risultato chiaro tuttavia che la lucidità che può anche intendersi direttamente proporzionale alla sua tranquillità, non sta dando segnali confortanti. Più volte si è visto Froome distratto o forse, troppo concentrato a controllare il computer posto sul manubrio – ispiratore e condizionatore da sempre delle sue azioni –. Atteggiamenti che possono comportare il rischio di pericolose sbandate. La stessa caduta che lo ha visto protagonista nel tratto in salita verso il Santuario, rappresenta un segnale poco rassicurante. Domani sul Gran Sasso, il contesto sarà diverso e la frazione numero 9 è sicuramente da ritenere la più insidiosa tra le tappe appenniniche.

Per ritrovare un contesto ancora più insidioso bisognerà attendere la tappa di sabato prossimo dello Zoncolan. Questa precisazione per affermare che i tempi dell’attendismo e della pretattica sono finiti. Domani chi ha ambizioni alla maglia rosa dovrà uscire allo scoperto. Gli alibi non reggeranno più. Il gioco in difesa potrà favorire e potrà ispirare solo coloro che non sentono una buona gamba. Una regola che vale per tutti, nessuno escluso. Perchè anche Dumoulin, quello che sicuramente uscirà più avvantaggiato dalla crono di Rovereto, non potrà affidarsi soltanto a quella. Considerato che ci saranno altre tappe insidiose che anticiperanno e seguiranno quella prova contro il tempo. Alla vigilia della seconda giornata di riposo i bilanci saranno più chiari; le attenuanti per quelli che si dimostreranno poco temerari, non saranno credibili. Si ha l’impressione che tra i primi a capire questa teoria, ci sia proprio la coppia della Mitchelton–Scott che, nonostante la maglia del primato sia a coprire attualmente le spalle di Simon Yates, difficilmente domani starà alla finestra a guardare. Perlomeno questa, è l’impressione.

Foto Credit: LaPresse – D’Alberto / Ferrari / Paolone / Alpozzi

ORDINE D’ARRIVO:

  1 Richard Antonio Carapaz Montenegro (ECU) Movistar 5:11:35
  2 Davide Formolo (ITA) Bora – Hansgrohe 0:07
  3 Thibaut Pinot (FRA) Groupama – FDJ 0:07
  4 Enrico Battaglin (ITA) Lotto NL – Jumbo 0:07
  5 Simon Yates (GBR) Mitchelton – Scott 0:07
  6 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida 0:07
  7 Johan Esteban Chaves Rubio (COL) Mitchelton – Scott 0:07
  8 Patrick Konrad (AUT) Bora – Hansgrohe 0:07
  9 Michael Woods (CAN) EF Education First – Drapac 0:07
10 Pello Bilbao Lopez De Armentia (ESP) Astana 0:07

l’ordine d’arrivo completo dell’ottava tappa

CLASSIFICA GENERALE:

  1 Simon Yates (GBR) Mitchelton – Scott 31:43:12
  2 Tom Dumoulin (NED) Sunweb 0:16
  3 Johan Esteban Chaves Rubio (COL) Mitchelton – Scott 0:26
  4 Thibaut Pinot (FRA) Groupama – FDJ 0:41
  5 Domenico Pozzovivo (ITA) Bahrain – Merida 0:43
  6 Rohan Dennis (AUS) BMC Racing Team 0:53
  7 Pello Bilbao Lopez De Armentia (ESP) Astana 1:03
  8 Richard Antonio Carapaz Montenegro (ECU) Movistar 1:06
  9 Chris Froome (GBR) Sky Professional Cycling Team 1:10
10 George Bennett (NZL) Lotto NL – Jumbo 1:11

la classifica generale completa dopo l’ottava tappa

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