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Finalmente Fuglsang

Dopo tanti piazzamenti è arrivato finalmente anche per Jakob Fuglsang il giorno di gloria. È arrivato in una classica tra le più prestigiose del calendario, La Liegi-Bastogne-Liegi, che gli appassionati amano tributare con l’appellativo di “Doyenne”, a evidenziare la longevità di una corsa esigente che puntualmente va a chiudere il calendario delle classiche delle Ardenne.
Questa volta il corridore dell’Astana non ha voluto correre il rischio di vedersi battuto allo sprint. Una volta sviluppato il proprio tentativo di attacco sull’ultima cote, la Roche-aux-Faucons, e una volta constatato che finalmente l’avversario di sempre, Julian Alaphilippe, non ce la faceva a tenere il suo passo, Fuglsang ha deciso di proseguire nella sua azione più determinato che mai. In un primo tempo hanno sembrato tenere la sua ruota il canadese Michael Woods e il nostro Davide Formolo, ma uno dopo l’altro, prima del passaggio sul culmine dell’ultima asperità, hanno dovuto entrambi alzare bandiera bianca, non riuscendo a mantenere il ritmo del danese; apparso più che mai determinatissimo nel proseguire nella sua azione solitaria.
Determinato anche nel concedersi qualche rischio di troppo, quando lanciatissimo in discesa, ha dovuto affidarsi alle sue eccezionali doti di biker per restare in piedi ed evitare una rovinosa caduta dopo che la sua bici si era prodotta in una pericolosa sbandata in un tratto in curva, a causa molto probabilmente dell’asfalto reso viscido dalla pioggia.
Un segno del destino che fino ad allora si era mostrato alquanto egoista nei confronti dell’esperto corridore danese. Un destino che ha inteso premiare la costanza e la determinazione di un corridore che aveva il diritto di onorare con un grande successo la sua generosa primavera.

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