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Emilia: si aspetta Nibali, trionfa Visconti

Emilia: si aspetta Nibali, trionfa Visconti

Il finale che non t’aspetti, con un vincitore al di fuori del lotto del gruppo degli stretti contendenti destinati a giocarsi tra loro, l’edizione numero 100 del Giro dell’Emilia.
Giovanni Visconti, da sempre spirito irrequieto, è capace anche di questo. Prendere il largo dal gruppo quando al traguardo mancano circa 25 chilometri, con l’ascesa verso San Luca da affrontare ancora per due tornate. Lui che, già nelle categorie giovanili, si era segnalato per lo spunto veloce, capace di procurargli qualche successo in più rispetto al suo attuale capitano Vincenzo Nibali. Con il quale ha dato vita a tante sfide infuocate in gioventù, sulle strade della Toscana. Il tempo poi, trascorre inesorabile. Ecco allora, come per magia, che possono cambiare i contesti e i palcoscenici in grado di regalare gloria. Dopo la tappa del Galibier sotto la neve, al Giro d’Italia 2013, Giovanni Visconti ottiene una delle più importanti affermazioni della sua carriera, sulla collina famosa per la Basilica dedicata alla Vergine. Come sul Galibier – sia pure ad altre altitudini -, in un appuntamento che strizza l’occhio agli scalatori. Dove le dure rampe che dall’Arco del Meloncello conducono al traguardo, si sono quasi sempre dimostrate fatali a corridori dotati di un buon passo, che non possiedono però quegli scatti e cambi di ritmo fatali; tipici di chi può vantare le qualità del grimpeur.
Tutte congetture, se andiamo poi ad analizzare un’edizione storica che chiude il primo secolo di un romanzo che è andato sempre più impreziosendosi da quando, ormai diversi anni fa, il patron del GS Emilia, Adriano Amici, decise di porre il traguardo sulla collina che sovrasta Bologna. Le plurime ascese, proposte in rapida successione verso uno degli arrivi più impegnativi tra tutte le gare in linea del calendario, riescono sempre a regalare spettacolo ed emozioni. Evitando che la corsa possa trascinarsi verso un’eterna attesa verso l’ultima scalata. Un po’ come succede al contrario, sul Muro di Huy. Diventato con il trascorrere degli anni, un traguardo che non riesce più a regalare novità e colpi di scena. Relegato al solito, consueto, canovaccio di cronaca agonistica, che sembra impossibile da mutare.
Si era capito subito che la Barhain Merida avesse, tra il nutrito e qualificato lotto di formazioni al via, una determinazione particolare a far sua l’edizione del centenario. Come non ipotizzare che tale ambizione non prevedesse in Vincenzo Nibali, l’attore principale per la realizzazione? Per tale progetto però, i tecnici del team asiatico non hanno inteso agire attraverso quella che poteva sembrare la strada più scontata. Una sorta di controllo esasperato, per consentire al capitano designato di uscire allo scoperto nel corso dell’ultima tornata. Sfruttando magari il tratto più duro dell’ascesa, la curva e il successivo rettilineo delle orfanelle, per sferrare l’attacco decisivo. Il capolavoro tattico è stato attuare il tentativo di giocare anche la carta del gioco d’anticipo. Giovanni Visconti, fino ad allora splendido stopper a controllare le fughe, se ne va via tutto solo a fare da lepre. Azione ideale per costringere gli avversari a uscire allo scoperto. Evitando che se ne stessero tranquilli a ruota con i propri uomini, a sfruttare la voglia di vittoria del team Barhain Merida. È ovvio che per procedere in un’azione del genere, è indispensabile che davanti ci sia un battistrada in grado di menare. Ma quando Giovanni Visconti è in condizione, non sussistono dubbi sull’affidabilità del corridore a svolgere un lavoro così importante. Perchè se Visconti sta bene, sa menare e imporre un passo tale da seminare secondi tra sé e gli immediati inseguitori. Costretti a quel punto ad alzare i ritmi della rincorsa e rischiare qualcosina in più in discesa. Una discesa che è stata fatale, nel corso dell’ultimo giro, al colombiano dell’Orica-Scott, Esteban Chaves. Una caduta da brividi, con conseguente forte impatto sull’asfalto. Fortuna che dal suo staff stanno arrivando segnali incoraggianti che sembrano allontanare prognosi e referti particolarmente critici. Un episodio che, anche per condizionamenti psicologici, può aver frenato il ritmo degli immediati inseguitori che in un momento così importante della corsa, hanno concesso altri preziosi secondi al battistrada. A quel punto, non appena intrapresa l’ultima ascesa verso San Luca, ecco la Barhain Merida riproporsi con Visconti e Nibali che si presentano a ruoli invertiti. Il battistrada a menar le danze davanti, protetto da almeno mezzo minuto di vantaggio. Circostanza importante, che gli ha consentito di controllare con maggiore lucidità il proprio ritmo. Evitando pericolosi fuori giri, che avrebbero potuto causare un’inopportuna e controproducente produzione di acido lattico. Il capitano Nibali, impegnato invece nel ruolo di stopper. A bloccare sul nascere azioni pericolose che avrebbero potuto consentire a qualcuno di portarsi sempre più sotto al fuggitivo. Come ha provato a fare Gianni Moscon, dopo che, nelle ultime fasi, un generosissimo Diego Rosa era apparso tra tutti il più determinato nell’azione d’inseguimento al corridore siciliano. Chi ha osservato bene in volto Vincenzo Nibali, non può non aver notato il suo volto fresco e la gamba dei giorni migliori. Dopo i due podi ottenuti nella stagione corrente al Giro e alla Vuelta, il fuoriclasse messinese potrebbe raccogliere in quest’ultimo scorcio di stagione importanti soddisfazioni. Magari un bis alla Tre Valli il prossimo martedì, oppure un’altra bella affermazione sul Colle di Superga, dove due anni fa andò a conquistare il suo secondo titolo di campione italiano. O magari, un altro trionfo sul lungolago di Como e andare a incassare tra una settimana, un altro successo al Giro di Lombardia. Oggi però, sulla collina di San Luca, la gloria è tutta per Visconti, che sarà prontissimo a ricambiare la generosità del capitano e ritornare nei ranghi di luogotenente. Quel capitano che intanto insieme a Rigoberto Uran, gli fa compagnia su un podio prestigioso, degno dell’edizione del centenario.

immagine fornita da Ufficio Stampa GS Emilia  / photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2017

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