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Daniele Trentin sul tetto d’Europa

Sull’imprevedibile e selettivo circuito di Glasgow, Daniele Trentin regala a Cassani il primo oro da cittì. Regolando in uno sprint ristretto l’olandese Mathieu Van Der Poell e il belga Wout Van Aert. Al suo fianco sul podio della terza edizione della rassegna iridata. Intelligente e generoso il supporto dell’azzurro Davide Cimolai.

Finalmente l’oro. Ci eravamo arrivati vicinissimi lo scorso anno a Herning, in Danimarca, con Elia Viviani. Quando pochi centimetri allontanarono il velocista di Verona dal sogno continentale, a favore di Alexander Kristoff. Il norvegese che nella seconda edizione della rassegna europea riuscì a far seguire il proprio nome nell’albo d’oro, a quello di Peter Sagan.
Due corridori che, nonostante i fortunati precedenti, si sono visti costretti ad abbandonare le proprie velleità sull’insidioso circuito cittadino di Glasgow, che con toppa fretta era stato giudicato ispiratore di una sfida tra velocisti, a gruppo compatto. Ipotesi del tutto rovesciate, anche a causa di una giornata resa insidiosa da un clima avverso e temperature inusuali all’ondata di caldo che da settimane ormai sta arrostendo il continente europeo. La pioggia con le sue insidie ha fatto il resto.
Buon per i nostri Matteo Trentin e Davide Cimolai, autori di una prestazione pressochè perfetta. Formidabili nell’interpretare la corsa nei suoi momenti più importanti. Sia quando ai meno 50 dal traguardo sono riusciti a entrare nella fuga decisiva, sia quando ai meno 9 sono riusciti a tenersi fuori dalla caduta che in pratica ha tolto dai giochi Lammertink, Perichon, Albasini e Denz. Costringendo a un recupero in extremis il belga Meurisse, rientrato a meno di 500 metri dallo striscione d’arrivo. In tempo per cercare di lanciare al meglio, con le poche energie rimaste, lo sprint al connazionale Van Aert. L’intesa tra i nostri è stata impeccabile. Un generosissimo Cimolai, sempre reattivo in tutte le fasi di una corsa estenuante, ha lanciato la volata a un determinato Matteo Trentin. Andando a ricoprire quel ruolo che per gioco del destino ha contraddistinto la prima parte di carriera del corridore trentino. Destino che nonostante le tante attese era apparso nel corso della stagione poco favorevole col neo campione europeo. Condizionato da una brutta caduta alla Roubaix, lo scorso aprile. C’è da ricordare che Trentin già lo scorso anno al mondiale norvegese sfiorò la medaglia e si rilevò il migliore dei nostri nell’ordine d’arrivo, nella corsa che fece registrare il tris iridato di Peter Sagan.
A Glasgow finalmente, questa grande affermazione. Un successo nel quale non può essere trascurata l’abile regia del cittì Davide Cassani. Apparso per strategia e attitudini a creare gruppo, l’icona terrena di Alfredo Martini, che certamente da lassù avrà lanciato un caloroso saluto con il suo solito sorriso, al suo figlio prediletto.

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